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  • Infezioni delle vie urinarie e urinocoltura negativa

    La disuria (minzione dolorosa), per le donne, rappresenta dal 3% al 5% delle ragioni di visita in medicina generale. La disuria, insieme alla frequenza e all’urgenza urinaria sono i tipici segni predittivi di Infezioni delle Vie Urinarie (IVU). Il 60% – 80% degli episodi di IVU sono associati alla presenza significativa di batteri nelle urine.…

  • Vantaggi della somministrazione sublinguale e buccale

    Le vie di somministrazione sublinguale e buccale costituiscono, oggi, un’importante alternativa alla tradizionale via orale. La via sublinguale prevede il posizionamento del prodotto sotto la lingua. La somministrazione buccale, invece, ne prevede la collocazione tra le gengive e la guancia.   Vantaggi delle vie sublinguali e buccali Le regioni sublinguali e buccali sono rivestite da…

  • Patologia emorroidaria: trattamento conservativo

    Secondo le più recenti Linee Guida emanate dalla Società Italiana di Chirurgia Colorettale (SICCR), il trattamento di primo livello della patologia emorroidaria prevede la prescrizione di una dieta ad alto contenuto di fibre, l’aumento dell’assunzione di liquidi, lavaggi con acqua tiepida e l’uso di integratori alimentari o gel per ammorbidire le feci. L’aggiunta di farmaci antinfiammatori o steroidei locali può essere un efficace…

  • N-acetilcisteina: un potente antiossidante

    L’utilizzo della N-acetilcisteina (NAC) come agente mucolitico è noto fin dal 1960: la NAC può rompere i ponti disolfuro delle proteine del muco, con conseguente riduzione della viscosità. A partire dagli anni ’70 viene impiegata nel trattamento dell’intossicazione da paracetamolo. È negli anni ’80 che viene scoperta l’azione antiossidante di questa molecola e la NAC…

  • La stipsi in gravidanza

    La stipsi interessa dall’11% al 38% delle future mamme e ha varie cause potenziali, tra cui fattori ormonali, meccanici e iatrogeni (legati all’assunzione di farmaci). La ricerca dei meccanismi, che sono alla base della stipsi in gravidanza, necessita di ulteriori approfondimenti clinici; tuttavia sussistono alcune ipotesi che definiscono una classificazione di eziologia per trimestri [1].…

  • Sindrome dell’intestino irritabile: fattori di rischio

    La fisiopatologia della Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) è complessa e non ancora del tutto chiarita. Sono stati identificati dei fattori di rischio che includono la genetica, la dieta, le variazioni del microbiota intestinale e i fattori psicologici. Tutti questi aspetti possono influenzare il cosiddetto asse bidirezionale intestino-cervello. Genetica – Molti studi richiamano una componente genetica alla…

  • Lo sapevi che esiste una correlazione tra disbiosi intestinale e stipsi?

    La stipsi cronica è un disturbo gastrointestinale di tipo prevalentemente funzionale. Ci sono sempre più evidenze dell’esistenza di una relazione causale tra stipsi cronica e alterazione del microbiota intestinale (una volta chiamato “flora batterica dell’intestino) (1): una permanenza prolungata delle feci nell’intestino può alterare la composizione del microbiota con conseguente disbiosi. Studi clinici hanno evidenziato…

  • Inflammaging: un ponte tra invecchiamento e sindromi prostatiche

    Inflammaging è un termine che unisce le due parole inglesi inflammation (infiammazione) e aging(invecchiamento). Questi due processi, infiammazione e invecchiamento, sono caratterizzati dalla presenza di un meccanismo comune: l’infiammazione di basso grado [1]. Si tratta di un’infiammazione lieve (di basso grado), persistente (cronica), che non ha sintomi evidenti (silente o latente) ma che produce effetti…

  • “Dr Google”, il primo medico dei pazienti con la peyronie

    Siamo nell’epoca della digitalizzazione, dell’autodiagnosi, della cybercondria (1) e non ci stupisce che un numero crescente di persone si affidi, in prima istanza, a Dr. Google per trovare rassicurazioni ai propri timori. Internet, grazie alla rapidità di accesso alle informazioni e alla possibilità di restare nell’anonimato diventa spesso lo specialista di riferimento di alcuni pazienti,…

  • Covid 19 e fertilità maschile

    Il Coronavirus influenza negativamente la fertilità maschile? Dall’inizio della pandemia, numerosi esperti hanno provato a rispondere a questa domanda. I risultati scientifici sono contraddittori. Uno studio appena pubblicato su Reproduction [1], mostra come l’infezione da Covid-19 può causare un aumento della morte degli spermatozoi, dei markers dell’infiammazione e dello stress ossidativo, tutti elementi che si…