La stipsi in gravidanza

La stipsi interessa dall’11% al 38% delle future mamme e ha varie cause potenziali, tra cui fattori ormonali, meccanici e iatrogeni (legati all’assunzione di farmaci).

La ricerca dei meccanismi, che sono alla base della stipsi in gravidanza, necessita di ulteriori approfondimenti clinici; tuttavia sussistono alcune ipotesi che definiscono una classificazione di eziologia per trimestri [1].

La comparsa della stipsi durante il primo e secondo trimestre è associata agli effetti ormonali, come quelli relativi all’azione del progesterone e di altri ormoni sulla muscolatura liscia gastrointestinale e sulla muscolatura del pavimento pelvico. Nell’ultimo trimestre, invece, sono chiamati in causa gli effetti “meccanici” dell’utero sul pavimento pelvico, sul diaframma e sui muscoli addominali, capaci di rendere più difficoltosa la defecazione.

In merito ai fattori iatrogeni, l’assunzione orale di supplementi di ferro è stata tradizionalmente imputata per la comparsa di stipsi.

Tuttavia, le donne in gravidanza possono adottare alcuni accorgimenti utili a contrastare la stitichezza: l’applicazione di modifiche dietetiche con assunzione regolare di liquidi, soprattutto di acqua, e cibi ricchi di fibre che troviamo in grandi quantità nelle verdure, nella frutta secca e nei legumi.

Se le modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione non sono sufficienti, si può ricorrere all’utilizzo di integratori a base di fibre (es. psyllium), come indicato nelle Raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per un’esperienza positiva della gravidanza [2].

 

BIBLIOGRAFIA:

  1. Quigley EM. Impact of pregnancy and parturition on the anal sphincters and pelvic floor. Best Pract Res Clin Gastroenterol. 2007;21(5):879-91.
  2. World Health Organization Raccomandazioni O.M.S. sulla qualità dell’assistenza prenatale per un’esperienza positiva di gravidanza «www.oporp.it»