Patologia emorroidaria: trattamento conservativo

Secondo le più recenti Linee Guida emanate dalla Società Italiana di Chirurgia Colorettale (SICCR), il trattamento di primo livello della patologia emorroidaria prevede la prescrizione di una dieta ad alto contenuto di fibre, l’aumento dell’assunzione di liquidi, lavaggi con acqua tiepida e l’uso di integratori alimentari o gel per ammorbidire le feci. L’aggiunta di farmaci antinfiammatori o steroidei locali può essere un efficace trattamento di prima linea, soprattutto nella fase antecedente la chirurgia.

Secondo quanto riportato nel documento, dovrebbero essere sconsigliate terapie locali con anestetici, antisettici e steroidi per un lungo periodo; questi – infatti – possono determinare un sollievo temporaneo dei sintomi, ma l’efficacia di un’applicazione prolungata non è dimostrata e potrebbe indurre reazioni locali o sensibilizzazione [1].

Tra i trattamenti di tipo conservativo sono menzionati – nelle linee guida – i bioflavonoidi.
I flavonoidi ((Livello di evidenza: 1; Grado di raccomandazione: B).) sono agenti venotonici in grado di aumentare il tono vascolare, riducendo la capacità venosa, diminuendo la permeabilità capillare e facilitando il drenaggio linfatico oltre ad avere effetti anti-infiammatori. Una recente meta-analisi sui flavonoidi per il trattamento della patologia emorroidaria (14 studi randomizzati e 1.514 pazienti) ha suggerito che i flavonoidi diminuiscono il rischio di sanguinamento del 67%, il dolore persistente del 65%, il prurito del 35% e riducono il tasso di recidiva del 47% [2]. Tra i flavonoidi più utilizzati ricordiamo la diosmina e l’esperidina: la diosmina utile per normalizzare il tono venoso e ridurre l’edema; l’esperidina per ridurre la permeabilità e la fragilità delle pareti capillari.

È consigliata, inoltre, l’assunzione giornaliera di fibre (Livello di evidenza: 1; Grado di raccomandazione: B) in quanto esercitano un effetto benefico sui sintomi della malattia emorroidaria, in particolare il sanguinamento. La fibra, inoltre, ripristina la normale frequenza del movimento intestinale grazie all’aumento del volume e della morbidezza delle feci.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Ramirez P, et al (2010) Allergic contact dermatitis from anti hemorrhoidal ointments: concomitant sensitization to both amide and ester local anesthetics. Dermatitis 21:176–177
  2. Gallo, et al (2020) Consensus statement of the Italian society of colorectal surgery (SICCR): management and treatment of hemorrhoidal disease Techniques in Coloproctology 24:145–164

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